Ragusa Eventi e Storia

B&B Il Giardino dei Sospiri - Ragusa Ibla

B&B Ragusa Ibla (Ragusa, Sicily) -  Tel.  0932.651418   -  e-mail: ilgiardinodeisospiri@gmail.com                                                                               

 

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MANIFESTAZIONI  CULTURALI,  FOLKLORISTICHE E RELIGIOSE  

 

MAGGIO  

· FESTA DI SAN GIORGIO. E’ la festa del Santo Patrono di Ragusa Ibla. Il quartiere barocco in questi giorni si illumina. è ancora più illumina. La cerimonia in onore del Santo Martire è caratterizzata dalla processione per le strade di Ibla della statua del Cavaliere che viene portata a spalla dai fedeli a cui fa seguito lo spettacolo pirotecnico dei fuochi d’artificio.  

GIUGNO (g.21, durata 1-2 giorni).

· FESTA DELLA MUSICA. Ha luogo in tutti gli spazi aperti dei vari quartieri cittadini e in alcune suggestive chiese. Artisti affermati e dilettanti si esibiscono a titolo puramente gratuito in concerti.  

GIUGNO/LUGLIO 

· IBLA GRAN PRIZE, concorso internazionale di musica classica e jazz della durata di 10 giorni con concerti gratuiti dalle ore 12,00 alle 24,00.  

LUGLIO / SETTEMBRE    

· ESTATE IBLEA, varie manifestazioni culturali (teatro, musica, danza…) in diverse località della provincia.  

15 AGOSTO    

· FESTA DI MARIA SS. DI PORTOSALVO. Tradizionale processione a mare arricchita dai fuochi di artificio. La cerimonia si svolge a Marina di Ragusa.  

29 AGOSTO

· FESTA DI S. GIOVANNI BATTISTA Patrono di Ragusa. Spettacolare processione di migliaia di fedeli che accompagnando la statua del Santo, e che portano, molti a piedi nudi, dei grossi ceri accesi.  

SETTEMBRE  

· ADDIO ALL’ESTATE, Marina di Ragusa. Tradizionale saluto alla stagione estiva  con varie manifestazioni ricreative e suggestiva gara di fuochi d’artificio sul mare.  

OTTOBRE          

· FESTIVAL IBLEO DEL JAZZ, Rg Ibla, Sala Falcone- Borsellino. La manifestazione dedicata soprattutto al jazz sperimentale. Numerosi jazzisti provenienti da tutto il mondo si esibiscono in brani e performances d’avanguardia.  

OTTOBRE 

 · IBLA BUSKERS, Ragusa Ibla. Festival  della creatività e della fantasia dove  musicisti, clown, giocolieri, acrobati, fachiri etc. si esibiscono nelle stradine barocche del centro storico ibleo.  

       Nelle strade e le piazze di Ibla ogni anno a ottobre. torna, a scandire il tempo dell'inizio dell'autunno siciliano, Iblabuskers festa di artisti di strada.
La manifestazione, è ormai l'evento culturale che caratterizza piacevolmente il Val di Noto in questa particolare stagione.
Una festa sempre nuova, spinta dalla grande energia rigeneratrice degli artisti di strada, manipolatori di un'arte antica, ma sempre più attuale che stupisce ed incanta, colpisce e diverte.
Grandi attrazioni internazionali caratterizzeranno un evento ormai nel cuore della gente.
Come sempre tantissimi artisti, reduci da una intensa stagione sulle strade del mondo approdano nello scenario barocco di Ibla e tra questi intanto segnaliamo:
La compagnia Albadulake dalla Spagna con il nuovo spettacolo di circo e flamenco, "Majaretas" che in ottobre in Sicilia sarà presentato per la prima volta in Italia.
I Cenizas, tra giocoleria, corda molle, danze orientali e percussioni raffinate dall'austria e dal cile.
Il gruppo polacco dei TEATR AKT in un insolito spettacolo di teatro e show con il fuoco.
I Gadjo, band multinazionale, (provengono da Spagna, Usa, Danimarca, Inghilterra e Belgio, pazza per le melodie zigane.
Il duo figaro nato artisticamente tra la scuola di circo di Buenos Aires e di Mosca, con un numero di mano - mano di grande livello.
Francisco Obregon da Santiago con la sua Sophia, marionetta irriverente dall'umorismo pungente ed ancora dal Cile Gabriela Sandoval, il clown Penelope che racconta storie fantastiche con estrema ironia;
e poi tanti bravissimi artisti  un cast di assoluto prestigio e di grande livello, come nella tradizione di questa festa, di cui è coprotagonista essenziale il pubblico caldo e veramente competente.
Un grande spettacolo in un ammaliante cornice da vivere con intensità e passione.

Per informazioni, dettagli, novità e per il programma completo visita il sito ufficiale della festa www.iblabuskers.it

NOVEMBRE / DICEMBRE     

· FESTIVAL ORGANISTICO INTERNAZIONALE.  - Festival Organistico Internazionale “Città di Ragusa” - E’ una rassegna della più bella musica organistica barocca. Il suo scenario sono le chiese barocche della città degli organi: quasi tutte le chiese della città sono dotate di organi. Ragusa vanta infatti una tradizione secolare dell’arte organaria. I concerti impegnano circa 6 serate e le performance sono opera dei più noti organisti Italiani e stranieri che si accompagnano strumentisti o cantanti lirici.

 

 

 

www.comune.ragusa.gov.it/cultura/archivi/rgeventi.html  
www.corfilac.it  
www.compagniagodot.it
http://www.fondazioneteatrogaribaldi.it
 http://iblaclassica.voxmail.it/nl/xehva/h4wnzn?_t=3e93f8a2 
VITTORIA JAZZ FESTIVAL 2011 
www.gallerialomagno.it 
www.mondadori-modica.it/ 
www.presepemonterosso.tk
www.teatrodonnafugata.com  www.larepubblica.it  
http://vogliodire.lacittasolidale.eu  www.siciliano.it

 

 

STORIA DI RAGUSA

 

Cava d'Ispica

LE ORIGINI

Dopo gli Iberi e i Sicani, verso il XIV sec. a.C. arrivò  in Sicilia un popolo proveniente dal Lazio, dove a sua volta erano arrivati dall’Illiria, i Siculi e costeggiando la parte Sud-Orientale dell’isola, raggiunsero la foce del fiume Irminio, navigarono verso l’interno e, cacciati i Sicani nella parte occidentale, qui si insediarono dando inizio all’agricoltura. Fondarono Modica, Ibla Erea (in onore della Dea Hybla), Scicli, Ispica, Casmene, Erbesso e Icana.  Il territorio Ibleo è pieno di testimonianze della presenza di questi antichi popoli, tutt’oggi possiamo osservare le numerose grotte scavate nella roccia destinate ad abitazioni o a siti funerari dove i cadaveri venivano sistemati accoccolati o a sedere. Insediamenti preistorici li troviamo a Giarratana (c.da Donnascala), a Ragusa (Rabuina, Cozzo Tabuto in c.da Cannicarao, Grotte delle Trabacche in c.da Cento Pozzi), a Scicli (Maistro), a Modica (Cava Lazzaro, Vignazza, Treppiedi, Quartiere Sbalzo, deposito dei bronzi antichi in c.da Salto), Cava d’Ispica (grotte della Spezieria, della Larderia e del Castello).  

Archimede             Demetra                                                                         

  I GRECI

Nel 736 a.C. approdarono in Sicilia i Greci, popolo di civiltà e cultura superiore, che in poco tempo colonizzarono molte città sicule. I coloni greci appartenevano in genere al ceto popolare,essi erano andati in cerca di nuovi siti da abitare poiché nella loro patria erano stati privati dei mezzi e delle terre da coltivare, usurpate dagli aristocratici del luogo.  Attivarono i commerci e conservarono il sistema politico, le leggi, i riti religiosi, l’idioma e la cultura della madre patria. Tutti questi elementi furono assimilati dai Siculi. Fondarono diverse città che vissero pacificamente fino al 500 a.C. ad eccezione di Camarina che, entrata in guerra con Siracusa, fu distrutta da questa nel 552 a.C.. Ippocrate, tiranno di Gela, si erse a vendicatore di questa e, formando con i dispersi un poderoso esercito, marciò verso Siracusa. Arrivato sotto le mura di Ibla Erea la pose sotto assedio, ma gli abitanti resistettero eroicamente e nel 491 a.C., in una sortita, lo uccisero.  Nel 459 a.C.. Ducezio formò la lega Sicula per contrastare il predominio dei Greci in Sicilia, Ibla si rifiutò di partecipare, probabilmente perché tesseva intensi rapporti commerciali con le varie colonie greche circostanti. Dopo diverse battaglie Ducezio fu definitivamente sconfitto ed esiliato a Corinto.  

 

Rovine di Cartagine

             I CARTAGINESI

Tra il 409 e il 406 a.C.. la Sicilia fu invasa dai Cartaginesi, i quali con un folto esercito distrussero Selinunte, Agrigento, Gela e altre città, gli abitanti furono massacrati  

 

 

Annibale

                         I ROMANI

Oltre un secolo dopo i Romani si prepararono ad attaccare i Cartaginesi, in quanto questi rappresentavano una forte minaccia alle mire espansionistiche di Roma.  Il momento propizio fu offerto dalla chiamata dei Mamertini, mercenari italici, e nel 264 a.C.. I Romani sconfissero sia i Siracusani che i Cartaginesi e conquistarono Agrigento. Poco prima, a poca distanza da Ibla Erea, i Cartaginesi, arroccati a Camarina, tesero un agguato all’esercito romano ma questi reagì riuscendo lo stesso ad arrivare sotto le mura della città che venne saccheggiata, incendiata e distrutta, una parte dei cittadini vennero fatti schiavi, altri vennero uccisi. In seguito a queste vicende gli esuli si rifugiarono alcuni a Ibla Erea ed altri fondarono Kaukana (255 a.C..).  Gli abitanti di Ibla Erea si arresero ai Romani senza combattere, ce ne ha dato testimonianza Cicerone citando Hybla e Modica come città “Decumene”, soggette cioè al pagamento della decima parte dei prodotti coltivati, diverso da quelle “Censorie”, che erano invece state conquistate con le armi e soggette a vessazioni più pesanti. Così la Sicilia divenne il granaio di Roma.

 

Giustiniano

    I BIZANTINI

 In seguito alla divisione dell’Impero Romano in due parti avvenuta nel 330 d.C.., la Sicilia venne assegnata ai Bizantini i quali la saccheggiarono di tutte le ricchezze e la lasciarono completamente indifesa alle incursioni dei Barbari.  Tra il 440 ed il 540 d.C.., la Sicilia subì le invasioni Barbariche dei Goti, Vandali e Visigoti che imposero il loro dominio depredando e devastando. Soltanto nel 535 d.C.. l’Imperatore Giustiniano mandò il generale Belisario in difesa della Sicilia per cacciare i barbari invasori.  

 

      GLI ARABI  

La spedizione dei Musulmani in Sicilia cominciò nell’827 sia da oriente che da occidente e a poco a poco tutte le città caddero: Modica fu presa nell’844 e Ragusa nell’852, dopo aver resistito con valore alle incursioni e domata più per la carestia che per i combattimenti  “…i valorosi abitatori di Ragusa…scossero sovente il giogo musulmano…si arresero senza battaglia al triste patto di abbandonare tutta la roba ai vincitori, i quali…prima di andar via abbatterono le mura” [Michele Amari].  Una leggenda narra che gli abitanti di Ragusa, vinti dalla fame, ostentassero al nemico un’abbondanza di viveri, gettando dalle mura una grande quantità di ricotta ottenuta col latte delle donne, perché i musulmani, disperando di poter prendere il castello, togliessero l’assedio.  Scicli fu presa nell’865, Siracusa cadde nell’878 e Taormina nel 902.  Gli arabi divisero la Sicilia in tre Valli e distinsero la popolazione in “Indipendente” (le comunità che si erano arrese senza combattere) e “Tributaria”, gli abitanti di Ragusa furono soggette a Tributo perché avevano resistito alla conquista.  furono più tolleranti e meno rapaci dei loro predecessori, promossero miglioramenti nelle arti, nelle industrie e soprattutto in agricoltura. Influenzarono moltissimo la vita civile della popolazione locale ed ancora oggi vengono utilizzati molti vocaboli che sono di derivazione araba.  

I NORMANNI

Verso il Mille, al seguito di Tancredi di Altavilla,provenienti dalla Francia, scesero in Italia i Normanni, i quali, al servizio di diversi principi, combatterono contro i Bizantini e presto conquistarono buona parte dell’Italia Meridionale.  Nel 1061 il prode Ruggero d’Altavilla inizia la conquista della Sicilia, agevolato dalle divisioni interne e dalle beghe tra le famiglie arabe dominanti e, dopo una lunga e cruenta guerra durata 30 anni,nel 1091 i Normanni conquistarono la Sicilia.  Furono chiamati “Campioni di Cristo” perché avevano restaurato la religione Cristiana.   Mantennero un atteggiamento di tolleranza nei confronti dei diversi gruppi etnici e religiosi, il loro successo fu determinato dalla loro capacità di promuovere la fusione e l’assimilazione delle diverse tradizioni culturali: il grande geografo arabo Edrisi realizzò la sua opera sotto i Normanni.   Fu in questo periodo che a Ragusa vennero i Cosentini genti fuggite dal loro territorio perché perseguitate forse in seguito a ribellioni e insediatesi nel quartiere di S.Maria delle Scale e in c.da Patro.  Per amministrare il Regno, venivano convocati i feudatari, nascevano così i primi Parlamenti dove venivano discusse le varie proposte che si tramutavano in Leggi ispirate al Diritto Romano e a quello Germanico.  Nel 1189 moriva Guglielmo il Buono, ultimo re normanno in Sicilia, senza lasciare eredi. La Corona passò ad Arrigo VI, figlio dell’Imperatore Federico Barbarossa, che aveva sposato Costanza, ultima figlia di Ruggero II.  

 

Federico II di Svevia

  GLI SVEVI

Il dominio Svevo nell’isola è legato a Federico II che si dimostrò un grande uomo politico, privilegiò le arti, le scienze e la letteratura fondando la “Scuola Siciliana”.  

GLI ANGIOINI

Federico II morì nel 1250, i suoi successori non riuscirono a fronteggiare il potere della Chiesa che reclamando diritti sul futuro Regno delle due Sicilie chiamò in aiuto gli Angioini. Carlo I d’Angiò governò in modo odioso e impopolare, imponendo alle popolazioni locali pesanti tasse che, assieme alle prepotenze e alle crudeli repressioni, provocarono nel 1282 la rivolta dei Vespri Siciliani e la cacciata dei francesi. Il 5 aprile 1282 insorsero anche Ragusa, Modica e Scicli e, sperimentando una forma di governo repubblicano, elessero i propri rappresentanti.  A Ragusa venne nominato Giovanni Prefolio e a Modica Federico Mosca.

GLI ARAGONESI E I CHIARAMONTE

Il Movimento insurrezionale, per garantire l’indipendenza del Regno dai francesi, si affidò al re Pietro III d’Aragona. Nel 1296 il suo terzogenito Federico fu proclamato re dal Parlamento di Siracusa e Manfredi Chiaramonte eredita la Contea di Modica e Ragusa. I Chiaramonte provenivano dalla Francia, scesero in Italia al tempo dei Normanni distinguendosi in varie imprese cavalleresche, occuparono cariche importanti dello Stato e ottennero diversi feudi in Sicilia.  Durante le guerre contro gli angioini sia i baroni indigeni che i forestieri catalani avevano combattuto insieme, ma adesso s’erano divisi in due fazioni la “parzialità latina” con a capo Manfredi II e la “parzialità catalana”. Furono anni di sanguinosi combattimenti con saccheggi e devastazioni, non  fu risparmiata neanche Ragusa che subì l’assalto dei catalani (1348).  Nel 1377 morì il re Federico IV e lasciò erede la figlia Maria, ancora minorenne che fu promessa in sposa a Martino figlio del Duca di Montblanc, i Chiaramonte, avversi a quelle nozze avvenute nel 1390, organizzano una rivolta contro il nuovo Re, il quale con il padre arruolò un forte esercito sotto il comando del valoroso condottiero Bernardo Cabrera che sbarcò a Trapani nel marzo del 1392.  Ma presto la resistenza baronale si sfalda cedendo alle lusinghe dei benefici e privilegi promessi e l’ultimo dei Chiaramonte, Andrea fu catturato e decapitato a Palermo proprio di fronte al Palazzo dello Steri, storica dimora dei Chiaramonte.

Terminata l’era dei Chiaramonte ne inizia un’altra sotto Bernardo Cabrera, questi ricevette l’investitura della Contea e di altri territori circostanti, ricevette inoltre il diritto di esportare 12.000 salme di grano ogni anno in franchigia dal Caricatore di Pozzallo.

I CABRERA

Bernardo Cabrera governò con un tal rigore che impedì qualsiasi rivolgimento politico reprimendo con efferata violenza le ribellioni (1393), soltanto gli ecclesiastici conservarono una certa autonomia di potere. Il suo successore Giovanni Bernardo continuò ad alimentare nella Contea un clima di tensione permanente causato dal cattivo governo e dai continui abusi di potere che fecero ribellare gli abitanti di Ragusa e di tutta la Contea; nel 1447 fu incendiata e quasi interamente distrutta la Cancelleria e ucciso il figlio del Conte.  

 

Espulsione degli Ebrei in Spagna

  LA STRAGE DEGLI EBREI

In questo periodo a Modica, nel quartiere denominato “Cartellone” viveva una comunità di ebrei che si industriavano a vivere esercitando maggiormente l’usura. Questi costituivano il nucleo più intraprendente del ceto urbano, dimostrando una grande capacità di accumulare ricchezze. Nel 1474, la popolazione di Modica, in preda ad un raptus collettivo, si scatenò contro di loro uccidendone circa 450. il terribile eccidio fu motivato da una presunta offesa che gli ebrei avrebbero rivolto alla Madonna, ma in realtà servì a liberare quei posti che gli ebrei avevano monopolizzato nel campo delle attività finanziarie, commerciali e della riscossione delle imposte.

GLI HENRIQUEZ-CABRERA

Nel gennaio 1481 venne celebrato il matrimonio tra Anna Cabrera e Federico Henriquez, figlio del grande Almirante di Castiglia, i quali lasciarono definitivamente la Sicilia per dimorare in Spagna. Per ben ottant’anni nessun Conte dimorò in Sicilia, questo favorì nella Contea la formazione di una classe dirigente locale aspirante non solo ai titoli nobiliari ma anche desiderosa di occupare posti di potere.

Nel 1542 il procuratore generale Bernardo del Nero emanò una riforma che incise profondamente nella realtà politica, sociale e civile della Contea e che segnò l’inizio di un potere municipale autonomo nella gestione dell’arte del governare.  

 

Paesaggio tipico degli Iblei: muri di pietra a secco

  L’ENFITEUSI

A metà del XVI sec. gli Henriquez-Cabrera, spinti dalle difficoltà economiche causate dall’inflazione prodotta dall’afflusso di metalli preziosi provenienti dai possedimenti coloniali spagnoli, concedono in Enfiteusi 45.000 ettari di terra. Con questa operazione, il panorama agrario della Contea subisce profonde modifiche destinate ad avere lunga durata. La concessione degli appezzamenti va da due ad ottanta ettari circa, confermando così una linea di conduzione dei propri interessi di tipo imprenditoriale che tende ad allargare la produzione agricola ed ampliare la base lucrativa. Diversi concessionari appartenevano alla nascente media borghesia, ma assieme ad essi anche numerosi contadini che si impegnarono ad effettuare opere di bonifica e sistemazione fondiaria, delimitarono i piccoli e grandi vignali con muri a secco dando così un volto inconfondibile al territorio ibleo. Oltre all’allevamento brado del bestiame e alla coltivazione dei cereali si aggiungeva ora l’impianto di oliveti, carrubeti, vigneti, frutteti e la coltivazione di canapa e lino.

L’affermazione della piccola e media azienda agraria impedisce la nascita di un unico centro urbano e favorisce invece lo sviluppo di un territorio produttivo in cui crescono 12 comunità agricole urbanizzate che segnano, ancora oggi, i tratti caratteristici di tutta l’area iblea.

L’autonomia amministrativa della Contea ha contribuito alla formazione di giuristi, magistrati, pubblici ufficiali e umanisti-filosofi come G.B. Hodierna e T.Campailla. si è sviluppata inoltre una prestigiosa attività forense e ha ricevuto legittimazione scientifica la “scuola medica modicana”.

LA CITTA’ DI VITTORIA

Nel 1607 la contessa Vittoria Colonna agevola energicamente un impresa di grandissimo effetto civile, sociale ed economico: la fondazione della città di Vittoria in c.da Boscopiano. Iniziò così l’insediamento e la costruzione di un abitato dalle vie diritte dove ai nuovi abitanti si prometteva la concessione gratuita in enfiteusi della terra, l’assegnazione di una casa e l’esenzione per cinque anni dal pagamento delle imposte.

 

 

 

 

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